Mal di schiena, soprattutto lombare e dolore alle ginocchia sono disturbi che molti sciatori conoscono bene.
Le spiegazioni sono quasi sempre immediate: “È colpa dello sci” oppure “È colpa dell’età”.
Sicuramente entrambi i fattori incidono. Lo sci espone il corpo a velocità, carichi, vibrazioni e continui cambi di direzione; con il passare degli anni, inoltre, alcune capacità fisiche si riducono.
Questo non significa però che dolore e limitazione debbano necessariamente essere accettati come inevitabili.
Lavorare in maniera personalizzata su mobilità, stabilità e capacità di applicare forza può aiutarci a gestire meglio ciò che lo sci — e il tempo che passa — richiede al nostro corpo.
IL CORPO DEVE DISTRIBUIRE IL CARICO
Nel precedente articolo abbiamo parlato di forza e di quanto sia importante considerare il corpo come un sistema, non come un insieme di singoli muscoli e tendini.
Lo stesso principio vale quando parliamo di dolore e prevenzione.
Durante una curva non lavorano soltanto le gambe. Piedi, ginocchia, anche, bacino, colonna, addome e parte superiore del corpo devono continuamente muoversi, stabilizzare i carichi e distribuire le forze.
Se una parte del sistema è poco mobile o poco stabile, altre strutture possono essere chiamate a compensare.
Possiamo avere gambe molto forti, ma una schiena che “incassa” troppo. Oppure possiamo cercare di proteggere la schiena e ritrovarci a sovraccaricare le ginocchia.
Aggiungere forza senza recuperare equilibrio non sempre risolve il problema.
LA POSTURA È COLLABORAZIONE
È qui che entra in gioco il lavoro posturale.
Postura non significa semplicemente “stare diritti”.
Significa creare relazioni efficienti tra ciò che muove e ciò che stabilizza, tra ciò che spinge e ciò che sostiene, tra ciò che frena e ciò che restituisce energia.
Il nostro corpo deve funzionare come un sistema: i muscoli permettono allo scheletro di muoversi, ma allo stesso tempo devono creare le condizioni affinché le articolazioni possano farlo mantenendo mobilità e stabilità.

È questa collaborazione che ci permette di essere forti senza diventare rigidi, mobili senza perdere controllo e rapidi senza perdere stabilità.
Nello sci, dove tutto avviene in velocità, questa capacità diviene ancora più importante.
PREVENIRE SIGNIFICA ANCHE ESSERE PIÙ ADATTABILI
Non possiamo eliminare il rischio di una caduta o di un infortunio.
Possiamo però preparare meglio il corpo a ciò che lo sci gli richiede.
Recuperare e allenare mobilità, elasticità, ampiezza dei movimenti e stabilità significa aumentare le possibilità che abbiamo a disposizione per adattarci a condizioni di neve variabili, a repentine perdite di equilibrio, ad una improvvisa compressione, ad una caduta o semplicemente “resistere” al meglio a tante ore da trascorrere sugli sci.
Un corpo più disponibile al movimento è un corpo maggiormente capace di assorbire e distribuire carichi improvvisi, invece di concentrarli ripetutamente sulle medesime strutture.
Ciò diviene particolarmente importante con il passare degli anni.
L’età cambia le modalità con le quali è bene allenarsi, certamente non l’importanza di continuare ad allenare mobilità, stabilità e forza.
Il lavoro sarà necessariamente diverso per un giovane atleta, un maestro di sci o un amatore adulto, perché non esistono due corpi uguali e non dovrebbe esistere una preparazione identica per tutti.
L’obiettivo, quindi, non è solamente avere più forza o semplicemente cercare di non avere dolore.
È costruire un corpo più mobile, stabile, forte e adattabile, capace di gestire meglio ciò che accade sulla neve.
Per avere più fiducia, più sicurezza e più libertà quando sciamo.
Perché quando il corpo funziona meglio possiamo pensare meno a proteggerci e tornare a fare quello per cui siamo lì: sciare e divertirci.
POSTURA & SCI
La postura alla base del movimento. Il movimento alla base dello sci.
Babi Milani & Matteo Gianelli ( maestro di sci , allenatore preparatore atletico posturale rieducazione funzionale prevenzione e performance sportiva)







