L’inverno si avvicina e riparte la presciistica. Il primo pensiero è quasi sempre lo stesso: rinforziamo le gambe.

Giusto. Ma siamo sicuri che sia davvero ciò di cui abbiamo più bisogno?
Le gambe, nella maggior parte dei casi, sono già strutture che utilizziamo e carichiamo continuamente. Camminiamo, saliamo le scale, stiamo seduti, ci alziamo. E la nostra quotidianità ci porta soprattutto in avanti e in chiusura: guardiamo davanti, lavoriamo davanti, raccogliamo le gambe davanti.

Il risultato? Diventiamo molto bravi e forti in alcuni angoli, molto meno disponibili in altri.
NON SOLO FORZA, MA DOVE SAPPIAMO APPLICARLA
Nello sci il problema non è quindi solamente produrre più forza.
È essere capaci di applicarla in angoli differenti, mantenendo mobilità e stabilità mentre velocità, terreno e neve continuano a cambiare.
Pensiamo a un elastico: per restituire energia deve prima potersi allungare. Se rimane sempre accorciato, perde parte della sua capacità di risposta.
Lo stesso concetto può essere riportato allo sciatore: se alleniamo continuamente la chiusura senza recuperare l’apertura, rischiamo di diventare ancora più forti proprio dove siamo già forti e ancora più limitati dove avremmo bisogno di essere disponibili.
PIÙ VELOCITÀ = PIÙ CAPACITÀ DI GESTIRE LE FORZE
Ed è qui che entra in gioco lo sci moderno.
Sciancrature, flessibilità e capacità di tenuta degli sci permettono oggi, tecnicamente, di deformare il materiale e costruire una curva in tempi molto brevi.
Pensiamo a uno sciatore che entra in curva a 60–70 km/h: non è semplicemente la forza delle sue gambe a deformare lo sci. È soprattutto la velocità che, attraverso un corpo capace di creare inclinazione con un vincolo solido, può essere trasferita al materiale.

Lo sci si deforma e restituisce energia. Il corpo deve essere pronto a ricevere, distribuire e utilizzare quella risposta per uscire dalla curva e preparare quella successiva.
È lo stesso principio che possiamo osservare in un cambio di direzione: se nel momento in cui devo oppormi alla mia velocità il sistema cede, disperdo energia e rallento la risposta.
Per questo essere forti non significa soltanto riuscire a gestire grandi carichi con le gambe.
Significa essere forti come sistema.
Piedi, gambe, bacino, tronco, addome, scapole, spalle e collo devono collaborare affinché il carico possa distribuirsi lungo l’intera struttura.
Se una parte perde stabilità, un’altra dovrà compensare e assorbire una quota maggiore del carico.
E allora torniamo al punto di partenza: possiamo continuare ad aumentare la forza delle gambe, oppure possiamo costruire un corpo più disponibile, stabile e capace di utilizzare quella forza.
Perché nello sci moderno non basta entrare forte in curva.
Bisogna essere capaci di sostenere ciò che abbiamo creato, utilizzare la risposta dello sci e uscire pronti per la curva successiva.

Meillard dopo meno di un secondo gestisce due angoli completamete diversi.
Ed è qui che postura e sci si incontrano: allenare la postura significa costruire le condizioni affinché mobilità, stabilità e forza possano lavorare insieme ed essere realmente trasferite al gesto sportivo.
POSTURA & SCI
La postura alla base del movimento. Il movimento alla base dello sci.
Babi e
Matteo Gianelli (preparatore atletico e posturale,rieducazione funzionale,prevenzione e performance sportiva)







